il mio metodo

Addestramento
dei cani da tartufo a
San Miniato

L’Addestramento di un cane da Tartufo può essere semplice, ma non Facile.
Perchè il cane possa apprendere attraverso il nostro addestramento è necessario l’instaurarsi di un buon rapporto con la persona di riferimento.

Non è scontato che si sviluppi un legame significativo, per fare ciò il cane deve avere i suoi bisogni di base soddisfatti, non essere maltrattato bensì rispettato nelle sue azioni. Dobbiamo avere la massima empatia con il cane, poichè ha un altro modo di vedere la realtà, ben diverso dal nostro. 

E’ solo riuscendo ad entrare in contatto con loro e comunicando attraverso le emozioni che è possibile puntare veramente in alto. Se ci facciamo capire attraverso messaggi chiari, loro ci comprendono, se li osserviamo riusciamo a capirli. E’ così che nasce un legame di attaccamento, legame necessario per creare un connubio perfetto.

Il mio metodo si basa ovviamente su una forte componente psicologia e sullo sviluppo del rapporto di fiducia reciproca e di autostima del cane.
Negli anni, grazie all’esperienza ho modificato e migliorato costantemente il mio metodo, grazie al quale ho raggiunto dei risultati sempre più rapidi e soddisfacenti.

La razza - Cani Da tartufo san miniato

passo dopo passo

Le fasi dell'addestramento

L’addestramento è una fase molto delicata ed in base alle tecniche utilizzate l’apprendimento può svilupparsi con risultati veramente molto diversi. In particolare addestrare un cane alla “cerca del tartufo” può risultare anche molto complesso se non si utilizza il giusto approccio emotivo.

Il metodo che utilizzo da sempre è costruito su 3 fasi principali, che sono:

  1. Lo svezzamento e lo sviluppo della fiducia
  2.  L’Empatia
  3. L’importanza del gioco

fase uno

Lo svezzamento e lo sviluppo della fiducia

Durante lo svezzamento dobbiamo incominciare a dedicare del tempo alla formazione e all’osservazione dei comportamenti del cane per capire come interagisce con l’ambiente e come si relaziona con l’addestratore.

La relazione o “rapporto di fiducia” è il nostro obiettivo in questa fase, perchè l’instaurarsi di una relazione efficace fondata sulla fiducia reciproca ci permetterà di raggiungere risultati migliori ed in minor tempo.



Non solo il cane si deve fidare del “conduttore/addestratore/padrone” ma anche noi umani dobbiamo imparare a dar fiducia al cane in addestramento e credere al massimo nelle sue potenzialità.

Credere che abbia delle risorse interne alle quali possiamo attingere. Se non abbiamo fiducia, ovvero, abbiamo sviluppato l’idea che quel cane è un cane mediocre, ci sono ottime probabilità che lo diventi davvero (effetto Pigmalione).

fase due

L'Empatia con in Cane

Il passo successivo che dobbiamo fare, è quello di calarci nella mente del cane con la consapevolezza che non ha una mente umana. Questo è un compito molto importante  che comporta una conoscenza approfondita e precisa del funzionamento della sua mente.

Capire i suoi comportamenti agiti, dare significato a ciò che sta facendo e, se necessario, dare degli stimoli per rinforzare alcuni comportamenti funzionali. Al contrario, disattivare con tecniche specifiche, i suoi comportamenti disfunzionali come del resto, farebbe la mamma.

Se riuscissimo a fare questo, a sviluppare una buona relazione di attaccamento, a rispettare le varie fasi evolutive per il potenziamento delle abilità in presenza di un ambiente naturale che dà sicurezza al giovane cane nel rispetto dei suoi bisogni.

Ecco questo sarebbe un buon movente per sviluppare e mantenere nel tempo l’entusiasmo all’esplorazione dell’ambiente con l’intento di scovare il tartufo. 

Mantenere l’entusiasmo nel tempo non è affatto scontato e non è questione solo di patrimonio genetico, ma di acquisizione. L’entusiasmo, infatti, viene appreso solo e soltanto se durante le esercitazioni di apprendimento il cane si diverte, entra in gioco quindi la terza fase fondamentale ovvero “Il Gioco”.

fase tre

L'importanza del Gioco

Il gioco è fondamentale per il nostro lavoro, poiché diventa un valido strumento per favorire l’esercitazione senza sforzo, farlo apprendere ed evolvere in tutte le sue fasi in modo energico e sano. Il gioco ha la capacità di stimolare le emozioni piacevoli e, tutto ciò che viene appreso quando sono attivate tali emozioni, si radica in profondità del sistema nervoso centrale, ovvero, nel cervello mantenendosi nel tempo.



Il gioco e il divertimento sono necessari per apprendere. Se non ci fosse il gioco, non ci sarebbe apprendimento. Se pensiamo all’essere umano, i bambini apprendono sin dai primi giorni di vita attraverso il gioco e il divertimento. Non solo, in questa fase del gioco, gli apprendimenti sono esponenziali. Negli animali stessa cosa. Se sappiamo questo e facciamo attenzione al gioco e al divertimento, per mantenerlo, le fasi di addestramento, soprattutto all’inizio, devono avere tempi non troppo lunghi. Sono necessarie le pause con gioco libero per poi riprendere esercizi più strutturati. 

Quando ci rendiamo conto che il cane si annoia, a quel punto dobbiamo passare ad altro, altre strategie per stimolare di nuovo emozioni piacevoli. Tutte le volte che concludiamo l’esercitazione, il cucciolo deve rimanere, come si suol dire, con la voglia di continuare ed è auspicabile cessare l’attività dopo che ha compiuto azioni di successo. E’ controproducente insistere quando il cane si distrae e denota affaticamento.

Con questo non dobbiamo pensare all’ addestramento del cane come una cosa complicatissima, però alcune nozioni sono fondamentali per non incorrere in errori che potrebbero portare a comportamenti disfunzionali permanenti.

Cani tartufo San Miniato - Empatia
Cani tartufo San Miniato - il gioco
la pratica

Guida pratica per l'addestramento dei cani da tartufo

Adesso che abbiamo appreso quali sono le fasi fondamentali e l’approccio a livello psicologico che dobbiamo tenere e osservare nel cane, possiamo passare ad una fase più pratica.

Anche l’organizzazione pratica, gli accorgimenti sui modi e sui tempi con i quali svolgere le varie attività di gioco/addestramento, gioca un ruolo molto importante per portarci al successo e quindi al raggiungimento di obiettivi soddisfacenti sia per noi che per il cane.

Imparare a cercare

Abbiamo visto che l’entusiasmo, ed il gioco sono fondamentali per il nostro lavoro, poiché favoriscono l’esercitazione senza sforzo. Le prime esercitazioni infatti servono proprio al cane per imparare a “cercare”, per poterlo fare con facilità e gusto, non facciamo altro che distribuire sul terreno a cielo aperto un alimento che a lui piace molto, pezzetti di formaggio, di tartufo, o pezzetti di carne secca.
In questa prima fase ci limitiamo a spezzettare l’alimento e distribuirlo sul terreno in modo che il cane sentendone l’odore, inizia a cercare e a mangiarlo quando lo trova. Solitamente si percepisce un certo entusiasmo, soprattutto se ha fame. 

Cercare in modo consapevole e isolare "l'odore"

Sempre a cielo aperto incominciamo a complicargli un pochino la cerca, ovvero, iniziamo a nascondere l’alimento, restando sempre in situazioni facili in modo da concludere l’attività con risultati positivi.
In questa fase possiamo introdurre l’uso dell’ovetto, ovvero un piccolo contenitore con dei fori, nel quale possiamo mettere l’alimento o ancora meglio del tartufo.
Questo ci aiuta molto nello sviluppo dell’olfatto, perchè incominciamo a fargli selezionare quell’odore specifico in mezzo ai vari odori del bosco.

Con l’introduzione dell’ovetto il cane non avrà più la possibilità di auto-premiarsi, dobbiamo quindi essere molto bravi a scegliere i momenti giusti per premiarlo.

Liberare l'ovetto, addestramento alla "raspata"

Consolidata la cerca dell’ovetto nascosto, possiamo iniziare a nasconderlo sotto uno straccio in modo che per poterlo afferrare con la bocca deve prima riuscire a liberarlo dallo straccio e per farlo inizia ad attivare la raspata con gli arti anteriori.

Dopo aver consolidato i primi successi nella fase della “raspata” possiamo passare all’uso di buchette aperte e abbastanza profonde dove al suo interno mettiamo l’ovetto tartufato. Il cane non arrivandoci con la bocca per afferrarlo, inizia a raspare. 

Questa fase è molto delicata, poiché dobbiamo far consolidare l’azione della raspata diretta alla buchetta dove c’è il tartufo. In presenza di più buche, se dovesse raspare alla buca dove non c’è l’ovetto tartufato, semplicemente senza sgridarlo, lo invitiamo a lasciar perdere.

Addestramento vero e proprio alla cerca

Se le altre tappe sono state consolidate, iniziamo a coprire con terra le buchette dove c’è il tartufo. Inizialmente l’ovetto lo posizioniamo in superficie per poi andare sempre più in profondità. Anche il posizionamento delle buche sarà prima più ravvicinato e privo di distrazioni, successivamente più distante e complicato.

Fondamentale è restare sempre in osservazione per capire come si comporta il cane e se riesce a raggiungere gli obbiettivi divertendosi. Se ci rendiamo conto che stiamo correndo troppo, non c’è nessun problema, sarà molto più proficuo fare un passo indietro e tornare per un periodo su esercizi più semplici.

 
Queste sono le tappe più significative per iniziare l’addestramento di un cane da tartufo, raccontate senza entrare nei particolari, solo per farsi un’idea soprattutto coloro che sono principianti e vogliono praticare un po’ in questo campo. 

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